martedì 14 giugno 2016

Idee per un possibile riuso della Cavallerizza Reale come Centro Contemporaneo della Culture

Il Gruppo di Ricerca e Progettazione della Cavallerizza ha presentato in data 13 giugno 2016, nella Sala Convegni dell'Archivio di Stato di Torino, un'idea progettuale per un possibile riuso del compendio della Cavallerizza Reale.

I principali criteri sui quali il progetto si basa sono: l'unitarietà dell'intero compendio, la sua vocazione culturale, la proprietà pubblica, la valorizzazione sociale ed un modello di gestione che garantisca la partecipazione democratica dei portatori di interesse.

La presentazione, aperta da Roberto Gnavi (Italia Nostra), è stata tenuta da Elisabetta Forni (sociologa, Politecnico di Torino), Enrico Bettini (architetto), Antonio Rava (architetto restauratore) ed Emanuele Negro (Centro Studi Sereno Regis). Carlo Salone (Presidente del Corso di Laurea in Economia dell'Ambiente, della Cultura e del Territorio, Università di Torino) ha poi commentato i contenuti del progetto in qualità di discussant.

E' possibile visionare e scaricare le immagini della presentazione (pdf, 19 MB) e lo schema delle corti (pdf, 200 kB)


venerdì 10 giugno 2016

Ipotesi di trasformazione della Cavallerizza - Presentazione





Riceviamo e trasmettiamo:









Ipotesi di trasformazione della Cavallerizza Reale

Le Corti della Cultura
Centro Contemporaneo delle Culture e dell'Inclusione Sociale


lunedì 13 giugno 2016 ore 15 – 17.30
Sala Convegni Archivio di Stato, Piazzetta Mollino, Torino



PROGRAMMA


Saluti dell'associazione 'Italia Nostra'

Relatori
Elisabetta Forni, sociologa, docente del Politecnico di Torino
Enrico Bettini, architetto
Antonio Rava, architetto
Emanuele Negro, Centro Studi Sereno Regis

Discussant
Carlo Salone, Presidente del Corso di Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente, della Cultura e del Territorio, Università di Torino

Domande e commenti dal pubblico



Per informazioni:
Gruppo di Ricerca e Progettazione della Cavallerizza
grp.cavallerizza@gmail.com

mercoledì 8 giugno 2016

Privati della Cavallerizza Reale

Da tempo il complesso della Cavallerizza Reale di Torino è oggetto di minacce di privatizzazione della proprietà e nell'uso e di degradazione delle sue caratteristiche qualitative. E da tempo sono in atto iniziative popolari per la tutela del complesso, delle sue caratteristiche formali e del suo uso sociale. Il processo di liquidazione messo in atto dai poteri forti della città è giunto a un punto di svolta: è stato reso pubblico il mastereplan, affidato dal Comune ad attori privati. Un gruppo di esperti, che da anni si batte per la difesa della Cavallerizza, lo ha analizzato ed espone le ragioni della sua pesante posizione critica.

Un'analisi critica del progetto che i poteri forti propongono per privatizzare il prestigioso complesso e sottrarlo all'uso pubblico. Testi di Riccardo Bedrone, Paolo Berdini, Paola Somma, Elisabetta Forni ed  Emanuele Negro

Visualizza l'articolo pubblicato su Eddyburg.it

domenica 5 giugno 2016

Comunicato Stampa: Privati della Cavallerizza Reale - Un Masterplan del Comune di Torino per la vendita del bene UNESCO

COMUNICATO STAMPA



In data 7 giugno 2016 alle ore 12 sui svolgerà presso l'Unione Culturale Franco Antonicelli, via Cesare Battisti 4, Torino, la conferenza stampa di presentazione in anteprima dello studio:


Privati della Cavallerizza Reale
Un Masterplan del Comune di Torino per la vendita del bene UNESCO


redatto dagli urbanisti Riccardo Bedrone, Paolo Berdini e Paola Somma.

Il testo sarà pubblicato on-line su www.eddyburg.it nei giorni seguenti.

Il Masterplan redatto da Homers s.r.l. e da Equiter per il Comune di Torino (su mandato della Compagnia di San Paolo) allo scopo di definire la futura destinazione d'uso e l'assetto proprietario del bene, è stato analizzato dagli autori per renderne meglio leggibili le caratteristiche e per avviare un dibattito pubblico che finora è mancato.

Saranno presenti gli autori


Comitato Cavallerizza Bene Comune




Per informazioni:

cavallerizzabenecomune@gmail.com

http://cavallerizzabenecomune.blogspot.it/

L'avevamo tanto atteso ...

Dopo una lunga gestazione, il tanto atteso "Masterplan per la riqualificazione, valorizzazione e conservazione ad uso pubblico" (come recita il titolo) è stato presentato il 19 aprile 2016 ad un uditorio invero ristretto, la quinta commissione consiliare cultura del Comune di Torino, il giorno precedente il suo scioglimento in vista delle elezioni amministrative.

L'attesa è stata lunga: dopo l'annuncio di questo lavoro in occasione della delibera di Giunta del 31 marzo 2015 (2015/01346), dove si incarica la Compagnia di San Paolo della "... predisposizione di uno studio di fattibilità afferente l’investimento di potenziali acquirenti del Compendio che ne individui la migliore strategia di valorizzazione (anche mediante la definizione di un percorso inclusivo di coinvolgimento alla partecipazione di diversi attori funzionali e coerenti al pieno e sostenibile sviluppo del bene)",

mercoledì 21 ottobre 2015

Zagrebelsky: riformatori questi? No, esecutori di progetti altrui

Questa dichiarazione di Gustavo Zagrebelsky, primo firmatario dell'Appello per salvare la Cavallerizza Reale, pur riferendosi ad un altro caso (l'appello di insigni costituzionalisti contro la proposta di legge costituzionale volta allo sgretolamento dell'impianto democratico della Repubblica, "La peggiore riforma") ci pare essere esemplificativa delle modalità di malgoverno, oggi molto comuni sia a livello centrale che locale, sfociante spesso in una forma di autoritarismo più o meno celato.

giovedì 15 ottobre 2015

Il ‘che fare’ della Cavallerizza Reale

Riceviamo da Enrico Bettini, architetto, e volentieri pubblichiamo.


Il ‘che fare’ della Cavallerizza

La mobilitazione, ininterrotta da oltre un anno, in difesa di un patrimonio di grande valore storico, monumentale ed urbano come quello della “Cavallerizza” reale di via Verdi sta ad indicare, credo, che alla (s)vendita dei propri beni da parte dell’ente pubblico va posto un limite. Qui non si tratta dell’alienazione di uffici postali in disuso, di torri dell’acquedotto o di una caserma vuota, ma di un complesso testimone della grandezza di un regno e della cultura della nostra arte, del genio visionario, insopprimibile, di architetti settecenteschi. Sono state fatte assemblee, riunioni, incontri con ‘la politica’, appelli, come l’ultimo firmato da S. Settis, T. Montanari, G. Zagrebelsky. Forse è il momento della sintesi.